Le differenze
 
 
 
               

Sul fondamento della fede comune sussistono ancora oggi differenze sostanziali fra protestanti e cattolici sul modo di vivere e di definire la "fede cristiana".


  La chiesa
Riteniamo che la chiesa si regga sotto la sola autorità di Cristo, guidata dalla sua Parola e dallo Spirito. Essa non ha perciò bisogno di mediazioni o di governatori o capi o papi: essa è un popolo di eguali, dove tutti sono sacerdoti e nessuno è sacerdote, che si governa da solo nelle vicende quotidiane.
Non esiste perciò e non ha senso un "ministero sacerdotale" esclusivo, che Cristo avrebbe istituito per amministrare i sacramenti e governare la chiesa; né ha senso un «ministero di Pietro» quando esso intenda governare la chiesa in nome di Cristo.


  Culti e devozioni non evangelici
Riteniamo che a Dio soltanto si debba rendere ogni forma di culto e di devozione, e che lui soltanto debba essere onorato e festeggiato, secondo l'insegnamento delle Scritture.
Rifiutiamo ogni culto o devozione o onore o festa resi a creature umane, che siano Maria o i santi.
Questi due primi punti esprimono il principio espresso dalla Riforma protestante: «solus Christus», Cristo soltanto.

  Solo la Bibbia
Riteniamo che la sacra Scrittura e lo Spirito santo, ricevuti nella comunione della chiesa, siano guida sufficiente per la chiesa di ogni tempo. La Bibbia basta, letta e interpretata nella fede della comunità cristiana.
Rifiutiamo l'affermazione che la chiesa abbia il dovere e il potere di esercitare un suo «magistero» definendo verità di fede o comanda­menti etici che leghino tutti i cristiani.
Questo punto esprime il principio riformato del «sola Scriptura», la Scrittura soltanto.

  Per fede e non per opere
Riteniamo che Dio ha manifestato il suo amore per gli umani realizzandone la libera­zione interiore e la salvezza eterna sulla base della suo opera di reden­zione in Gesù Cristo, e che perciò nulla resti da aggiungere o da completare, con opere o con osservanze: una verità liberatoria e gratuita, che il credente accoglie per fede.
Rifiutiamo perciò il ricorrere a opere o presta­zioni o a elemosine intese come un qualche merito davanti a Dio, perché «la salvezza è per grazia, mediante la fede».

  Una chiesa senza potere
Riteniamo che la chiesa viva nel mondo come forestiera e pellegrina, al servizio delle genti, e in particolare dei minimi e che essa si debba pertanto tener separata da ogni potere che non sia quello della parola di Dio.
Rifiutiamo una chiesa che per esercitare il suo compito di annunciare l'evangelo di Gesù Cristo si appoggi sul potere politico o economico; che accetti da parte dello stato, protezioni o privilegi o che ritenga di poter esercitare un suo potere proprio.


Questi ultimi due punti si riassumono nell’affermazione del «sola fide», per fede soltanto.

"Solus Cristus", "sola Scriptura" e "sola Fide" sintetizzano le differenze essenziali fra protestanti e cattolici.

Ma queste non sono parole definitive. I cristiani di tutte le chiese sono in cammino e stanno imparando a confrontarsi, a spiegarsi e soprattutto a pregare insieme e a leggere la Bibbia insieme. Alle antiche differenze, e diffidenze, si sostituisce un clima nuovo di accoglienza e amicizia sulle vie dell’ecumenismo.


Per un'esposizione più ampia e argomentata delle "Differenze" fra cristiani evangelici e cristiani cattolici si veda: Giorgio Girardet, Protestanti e cattolici: le differenze, Edizione Claudiana.
E' anche possibile scaricarne gratuitamente una edizione precedente in formato pdf, cliccando sull'immagine.

Presso lo stesso editore anche: Giorgio Girardet, Protestanti perché.
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